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Padula
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mwhqPadula (mwhgA Parùla in mwhwdialetto localecite-ref-4[4]cite-ref-deti-5-0[5]) è un mwkacomune italiano di mwkq4 768 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlgprovincia di Salerno in mwlwCampania.
Situata nel mwmqVallo di Diano, è celebre per la mwmgcertosa di San Lorenzo.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Scuole
• Musei
• Cinema
• Strade
• Ferrovie
• Ciclovie
• Sindaci
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Padula presenta un territorio comunale esteso per 66,59 km², con un perimetro amministrativo di 40,75 km, compreso tra il margine orientale del Vallo di Diano e la dorsale montuosa dei Monti della Maddalena.
Morfologia e altimetria
L’assetto altimetrico è fortemente articolato: le quote variano da circa 456 m a 1503 m s.l.m., con una quota media di 804 m e una mediana di circa 744 m. Il 50% delle superfici si colloca quindi al di sotto di 744 m, mentre il 75° percentile raggiunge circa 1084 m, evidenziando un marcato sviluppo dei rilievi montuosi rispetto alle aree di fondovalle. La variabilità altimetrica è elevata (campo di variazione di oltre 1000 m, deviazione standard di circa 308 m), indice di un territorio molto inciso e caratterizzato da forti contrasti altimetrici su brevi distanze.
Rilievi montuosi e collinari
Il settore orientale del Comune è occupato dai Monti della Maddalena, che costituiscono il versante orientale del Vallo di Diano e fungono da spartiacque naturale con la Val d’Agri. I principali rilievi ricadenti nel territorio comunale sono Cozzo Postale (1136 m), Timpone dei Cerri (1216 m), Monte Melone (1082 m), Monte Cirio (1342 m), Montagnone (1453 m), Serra Longa (1503 m) e Serra del Monte (1410 m), presso la quale è ubicata la Cappella del Romito (1382 m).
Tra i rilievi collinari si segnalano Il Postale (880 m), le Serre di San Leonardo (707 m), Coste (869 m), la Costa di San Sepolcro (791 m), che ospita l’Eremo di San Michele alle Grottelle, Riparossa (792 m), Cozzo San Pietro (816 m) e Sant’Andrea (828 m).
Il centro storico di Padula sorge su un rilievo collinare isolato che raggiunge circa 696 m s.l.m., delimitato a est e a sud dall’incisione del Torrente Fabbricato e a ovest dal settore pedemontano, nel quale si inserisce il complesso della Certosa di San Lorenzo. Il settore pedemontano è caratterizzato da ampi conoidi alluvionali a ventaglio che progradano verso la piana alluvionale, sui quali si sono sviluppate numerose località abitate, tra cui Ritaldi, Aia dei Pezzenti, Leonardo, Orto della Corte, l’area della Certosa di San Lorenzo, San Biagio, Vascella e Cicirelli.
Pendenze e modellamento dei versanti
Le pendenze medie del territorio sono dell’ordine di 13°, con valori che variano da 0° fino a oltre 76°, e una mediana di circa 10,5°. La distribuzione dei valori (coefficiente di variazione superiore al 90% e 75° percentile intorno a 22,6°) indica la compresenza di ampie superfici subpianeggianti in piana e su conoide e di versanti ripidi e molto ripidi in corrispondenza dei rilievi montuosi. I marcati conoidi alluvionali ai piedi dei versanti testimoniano l’intensa dinamica di versante e il ruolo dei processi torrentizi nel modellare il paesaggio.
Bacini intramontani e pianura del Vallo di Diano
Nel settore orientale il territorio è dominato dai bacini intramontani di Mandrano e Mandranello, conche tettono-carsiche (polje) impostate in ambiente calcareo, nelle quali si raccolgono le acque nivopluviometriche delle aree circostanti. In particolare, a Mandranello è presente un inghiottitoio attivo che drena le acque della piana carsica verso il sistema di circolazione sotterranea. Il settore di piana, a debole pendenza e con quota media di circa 470 m, si collega e si apre progressivamente nell’ampia piana fluvio-lacustre del Vallo di Diano, dove si distribuiscono i principali insediamenti di fondovalle (Volta Cammino, Fontanelle, Bivio di Padula, Sterpone, Carrarola e San Valentino).
Idrografia superficiale
Il corso d’acqua principale è il fiume Calore, che segna anche il confine amministrativo con i comuni di Buonabitacolo e Sassano; a valle della confluenza del Torrente Acqua dell’Imperatore in destra idrografica e del Torrente Peglio in sinistra idrografica, il corso prende il nome di fiume Tanagro. Il reticolo idrografico montano è molto articolato: tra i corsi d’acqua torrentizi spicca il Torrente Fabbricato, noto per gli eventi alluvionali che, tra il 1839 e il 1900, hanno interessato la Certosa di San Lorenzo, fino alla successiva regimentazione e deviazione dell’alveo. Analogo comportamento, seppur con minore impatto, ha caratterizzato il Torrente San Leonardo; alla base dei valloni si impostano ampi conoidi alluvionali che costituiscono la principale evidenza geomorfologica della pericolosità idraulica storica.
Nel settore meridionale completano il reticolo il Vallone San Michele, il Vallone Romito e il Vallone dell’Annunziata, caratterizzati da un andamento prevalente NE–SW. Nel settore settentrionale, il Vallone Accettura e il Vallone Acqua Nova confluiscono nel Vallone Sant’Angelo, che funge anche da limite amministrativo con il Comune di Sala Consilina, con andamento prevalente SE–NW.
Sorgenti
Il territorio comunale ospita numerose sorgenti, alcune delle quali di rilevante interesse storico e culturale. Tra le principali si segnalano la sorgente di San Giovanni in Fonte, sulla quale è impostato il Battistero paleocristiano, la sorgente Sant’Andrea e la sorgente Fabbricato. A queste si aggiunge una fitta serie di emergenze minori, spesso a carattere stagionale, tra cui le sorgenti del Vivo, Acqua di Ferlo, Acqua Nova, Fonte Postale, la sorgente Acquolelle, Fonte Sant’Elia, la sorgente Fiscale, la sorgente della Radica, Fonte Monte Melone, Acqua del Taglione, Acqua della Cerasa, Acqua del Prato, Acqua del Carpine, Fonte Calanche di Mandrano, Fonte Romito, Fonte Gagliardi, Fonte Monte Cirio e la sorgente Petralanna..
Per quanto riguarda la mwrgmwrwClassificazione sismica, rientra nella mwsazona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.
Origini del nome
Il toponimo deriva mwswdal latino palūs, palūde(m), "palude, acquitrino",cite-ref-0-6-0[6] con mwuametatesi consonantica tra mwuqd e mwugl; la variante locale presenta una caratteristica dei mwuwdialetti campani per cui mwvad > mwvqr.cite-ref-7[7] In passato nella pianura sottostante si estendeva una palude.
Storia
Dall'Antichità al Medioevo [ 8 ]
In località Civita diversi ritrovamenti archeologicicite-ref-0-6-1[6] fanno stimare che i primi insediamenti umani vi si siano stabiliti intorno al XII secolo a.C.: è quindi da datare in questo periodo la fondazione della città di mwzqmwzgCosilinum, l'antica Padula, molto probabilmente fondata dagli mwzwEnotri. È solo nel VI secolo a.C. che si iniziò a popolare la zona dove sorge l'attuale Padula: in località Valle Pupina sono stati ritrovati bellissimi corredi tombali, formati da vasellame in bronzo e ceramiche di chiaro stampo greco, attualmente esposti nel mwaamuseo archeologico, presso la mwaqcertosa di Padula. Occupata dai mwagLucani prima, dai mwawRomani poi, la città non ebbe vita facile: schieratasi con mwbaPirro e con mwbqAnnibale, dovette subire le ripercussioni derivanti da queste infelici scelte. Riuscì a risollevarsi grazie all'impulso ricevuto dalla costruzione della Regio-Capuam (la mwbgvia Popilia-Anniacite-ref-0-6-2[6], che insieme alla mwcwvia Appia e alla mwdavia Traiana, fungeva da rete stradale per tutto il Sud Italia) che la collegava alle più centrali mwdqPaestum e mwdgVelia, tanto che nell'89 a.C. diventa mwdwmunicipio romano.
La città col tempo si espanse molto, arrivando ad edificare anche a valle: in località Fonti sorge infatti, in un antico luogo di culto pagano, il battistero paleocristiano di mweqSan Giovanni, che divenne sede diocesale. Nel VI secolo d.C., prima che vi sorgesse l'attuale centro abitato, viene edificato il monastero di mwegSan Nicola, che a lungo rimarrà il centro politico, oltre che spirituale, del paese. Si diffonde il culto di mwewsan Michele, probabilmente derivante dal culto del dio pagano mwfaAttis, che diviene patrono del paese:cite-ref-0-6-3[6] a lui verrà consacrato l'eremo presente nei pressi dell'antica Cosilinum e, sempre in suo onore, verrà eretta la chiesa madre. Anche la badia di San Nicola al Torone, sorta poco lontana dal sopracitato eremo, rispecchia la massiccia presenza di molti ordini religiosi nel territorio, tutti, o quasi, di stampo orientaleggiante: l'influenza araba è ancora presente nei nomi di alcune contrade.
Agli inizi del X secolo l'antica città risultava completamente disabitata: gli ultimi abitanti l'avevano abbandonata a seguito delle mwggscorrerie saracene, che probabilmente la distrussero (stessa sorte capitata alla vicina mwgwGrumentum).
L'arrivo dei mwhqNormanni portò a una inevitabile militarizzazione della zona e il fragile equilibrio che si era tanto faticosamente raggiunto venne sconvolto dall'introduzione del feudalesimo che cambiò i rapporti di potere. In particolare ne ebbero a soffrire i mwhgmonaci basiliani, che vennero allontanati dalla città: il monastero che per secoli era stato il centro politico si trovò così a dover rapportarsi ad una nuova figura, il feudatario. È curioso notare come i due luoghi ebbero vite parallele, senza quasi mai incontrarsi: se intorno al castello si svilupparono la piazza d'armi, centro civile del paese, la zona intorno al San Nicola risultava già satura, sorgendo quasi sul ciglio di uno strapiombo che fungeva da difesa naturale, e la vivibilità ne risentiva non poco.
Tra Medioevo ed Età moderna
I Sanseverino e i marchesati
La prima trasformazione urbanistica in chiave unitaria si ebbe ad opera di mwkaTommaso Sanseverino, incaricato da mwkqCarlo II d'Angiò nel mwkg1296 di provvedere alla difesa della città. Questi cinse tutto l'abitato con un'imponente cinta muraria che partiva dei bastioni del castello per arrivare a chiudersi sullo strapiombo, rendendo il paese impenetrabile. Da notare l'introduzione di accessi fortificati e torri di guardia, di chiaro stampo angioino. Non fu possibile creare intorno alle mura un fossato difensivo, a causa dell'orografia del paese; tuttavia se ne può ipotizzare la presenza almeno in località “Fossi” (piazza Umberto I), da cui il nome. La mwkwguerra del Vespro, scoppiata nel mwla1292 a mwlqPalermo e ben presto dilagata, portò i feudatari ad aumentare la pressione fiscale: una simile manovra in un momento di crescita demografica e di calo della produttività, portò più volte le masse contadine ad insorgere. Questi fenomeni di violenza, uniti alla nascita del banditismo e alle impressionanti epidemie (si pensi solo alla mwlgpeste nera del mwlw1348), comportarono l'abbandono dei centri rurali più a valle, per rifugiarsi in nuclei più grandi e meglio difesi. I Sanseverino furono gli artefici, oltre che gli interpreti, di queste trasformazioni. Si sviluppò l'area intorno al castello: sorge la mwmachiesa di San Clemente, che era cappella privata del feudatario, un ospedale pubblico, la sede del governo cittadino, e diversi palazzi, sedi degli uffici o alloggi dei dipendenti del marchesato. Inoltre, sposando lo spirito guelfo della corte angioina, favorirono l'insediamento di ordini monastici nel territorio di Padula: oltre alla ripopolazione del monastero di San Nicola al Torone e alla fondazione della mwmqcertosa di San Lorenzo (1306)cite-ref-0-6-4[6], i Sanseverino provvidero all'inserimento nel tessuto cittadino degli mwngagostiniani (1350) e dei mwnwfrancescani (1380). I rapporti non furono comunque sempre idilliaci, tanto che nel 1383 il paese, colpevole di essersi ribellato agli ordini superiori, venne cinto d'assedio da Enrico, pronipote di Tommaso.
Dal XVI fino al XVIII, Padula passò di signore in signore, venendo donata o venduta. Tutti costoro furono feudatari che non dimoravano in paese, ma ricevevano dal territorio notevoli benefici economici, anche perché rinunciarono ad amministrare la giustizia in materia penale: così facendo la città divenne una piccola oasi di libertà, dove né lmwog'mwowmwpauniversitas (il comune) né i cittadini potevano essere giudicati. Tutto ciò però non favorì lo sviluppo economico e sociale, in quanto le continue inondazioni tormentavano l'intera valle. Interventi di bonifica si rendevano necessari, ma furono sempre avversati dai nobili locali, a cui conveniva mantenere accese le discordie tra i vari paesi. Non solo, la situazione nella parte vecchia della città era tragica: le anguste stradine, tanto utili per la difesa della rocca, e l'assenza delle fognature, dovuta alla natura rocciosa del sito, portavano al mancato rispetto delle norme d'igiene, favorivano il diffondersi delle epidemie La miseria estrema del popolo costringeva i braccianti ad emigrazioni stagionali, in particolare in mwpqPuglia, molti commercianti a chiudere bottega e ugualmente grigio era l'orizzonte intellettuale: i migliori uomini non potendo vivere in ambienti così meschini, si rifugiavano a mwpgNapoli. Tale situazione disastrosa è da imputare al malgoverno dellmwpw'mwqauniversitas, che badava solo ai privilegi goduti dei nobili e del clero.
Il Risorgimento
Dal mwtq1811 al mwtg1860, Padula divenne mwtwcapoluogo dell'omonimo mwuacircondario appartenente al mwuqdistretto di Sala del mwugRegno delle Due Sicilie. Mercoledì 27 ottobre del mwuw1839, lo straripamento del torrente Fabbricato distrugge due terzi del territorio di Padula, oltre a sommergere la certosa.
Sono proprio i pochi uomini acculturati tra i più convinti portatori di idee democratiche della zona: nel mwvq1799 davanti alla certosa venne eretto l'mwvgAlbero della libertà al grido di “mwvwMora il Tiranno, viva la Libertà!”. Intanto nel mwwa1806 la certosa fu abbandonata dai monaci, che dovettero obbedire a un decreto reale: l'esercito francese fa razzie di beni ed opere d'arte e inizia la fase calante della parabola dello splendido monumento, che solo negli ultimi anni inizia a riemergere dagli abissi della noncuranza. Altre insurrezioni, sfociate nel sangue, si verificarono nel mwwq1820 e nel mwwg1857, quando mwwwCarlo Pisacane, accompagnato dai «mwxa300 giovani e forti» si recarono a Padula convinti che vi fossero buone probabilità di una rivolta popolare: al contrario invece trovarono i patrioti del posto arrestati, le guardie del re ad aspettarli e un clero che dispensava false indicazioni. I compagni di Pisacane furono massacrati, e le residenze dei rivoluzionari del posto saccheggiate. Ma le forze della natura sembrarono voler accanirsi contro i territori: il mwxqterremoto del 16 dicembre 1857 fa tremare Padula, tanto da provocare 32 morti e 171 case crollate.
Rilevante fu il contributo dato dai padulesi al compimento del processo di unità nazionale: mwxwVincenzo Padula ed mwyaAntonio Sant'Elmo furono tra mwyqi Mille che sbarcarono a mwygMarsala guidati dal generale mwywGiuseppe Garibaldi. Durante la recrudescenza del mwzabrigantaggio che caratterizzò i primi anni dell'Unità, intorno a Padula agiva la banda di mwzqAngelantonio Masini responsabile di ruberie sequestri di persona omicidi ed altre efferatezze. La mwzgGuardia Nazionale di Padula guidata dal capitano mwzwFilomeno Padula in appoggio all'esercito regolare riuscì infine a intrappolare il brigante che fu ucciso il 23 dicembre 1864.
L'Età contemporanea
I tentativi di rimettere in moto l'economia a Padula, come in tutto il comprensorio, fallirono miseramente, causando l'inizio di un flusso migratorio verso le Americhe che, intorno agli inizi del XX secolo, aveva già dimezzato la popolazione locale.cite-ref-padulesi-all-estero-9-0[9] Dal mw2g1860 al mw2w1927, durante il mw3aRegno d'Italia divenne capoluogo dell'omonimo mw3qmandamento appartenente al mw3gCircondario di Sala Consilina.
Nel Novecento, il monumento certosino, ormai abbandonato da circa un secolo, diviene mw4acampo di concentramento per mw4qdisertori e mw4gprigionieri, tra il mw4w1915 e il mw5a1921, e un mw5qcampo di lavoro inglese tra il mw5g1943 e il mw5w1945.cite-ref-10[10]
Dal 1923 al 1959 la certosa fu sede anche di un mw7qorfanotrofio per i figli dei caduti in guerra, con breve interruzione dovuta agli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Fu voluto e realizzato dal mw7gbarnabita padre mw7wGiovanni Semeria, cappellano militare al fronte durante la mw8aprima guerra mondiale.
Negli anni della mw8gseconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Padula fu uno dei comuni della Campania destinati dalle autorità fasciste ad accogliere mw8wprofughi ebrei in internamento civile. Gli internati furono liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943.cite-ref-11[11]
Il tessuto economico-civile uscì distrutto dalla mw-qseconda guerra mondiale, tanto che iniziò una seconda ondata migratoria,cite-ref-padulesi-all-estero-9-1[9] diretta verso il mw-gNord Italia, il mw-wCentro Europa e l'mwaqaAmerica Latina. Tra gli anni cinquanta e sessanta, Padula, inoltre, fu sconvolta dallo sviluppo urbanistico: si rese necessaria la costruzione di diverse strutture e infrastrutture, quali l'apparato fognario, la scuola elementare, la strada provinciale che collega la parte bassa del paese al centro storico.
Simboli
Nello stemma comunale è rappresentata l'mwaqmoca capitolina accompagnata da tre stelle d'oro mwaqqin fascia e dal motto latino mwaqufidæ vigilantiæ simbolum [mwaqysic] ("Simbolo di fede e vigilanza").cite-ref-12[12]
Il gonfalone è un drappo partito d'argento e d'azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiese
• Chiesa di San Nicola de Domnis (VI-VII secolo), dotata di abside tricora e tracce di affreschi mwargtardo-bizantinicite-ref-1-13-0[13]
• Chiesa di San Giovanni Battista
• Chiesa di San Pietro Petroselli
• mwasiChiesa di San Clemente
• mwasqChiesa di San Martino
• Chiesa di Sant'Antonio
• Chiesa di Sant'Alfonso Maria de Liguori
• Cappella di Santa Maria di Costantinopoli
• Cappella della Madonna del Carmelo
• Cappella di San Vito
• Cappella di San Vincenzo
• Cappella di San Paolo
• Cappella di Santa Maria
• Cappella di San Sepolcro
• Eremo di San Michele alle Grottelle
• Santuario della Madonna del Monte Romito
Conventi
Oltre alla mwatwCertosa di Padula, la cittadina accoglie anche fondazioni conventuali, quali, il mwat0Convento di San Francesco, il Convento di Sant'Agostino e, in passato, la Badia di San Nicola al Torone, di cui restano le rovine.
Siti archeologici e di interesse storico
Siti di rilevante interesse archeologico risultano gli scavi dell'antica mwausCosilinum e, in ambito tardoantico, l'mwauweremo di San Michele alle Grottelle e il mwau0battistero di San Giovanni in Fonti o di Marcelliano (IV secolo), un antico battistero paleocristiano fondato su un preesistente tempio pagano.
Nella struttura urbana, si distinguono numerosi elementi medievali e moderni, a partire dal Castello Normanno, di cui restano ruderi della torre nel giardino di palazzo Padula, alle spalle della Chiesa di San Clemente; terrazzamenti lungo via della Madonnella; resti del muro di cinta lungo la salita di via Carlo Poerio, le Torri Angioine di Palazzo Tepedino (Via Nicotera) e Palazzo Marsicovetere (Piazza Trieste e Trento), ambedue in prossimità del Castello.
Notevoli anche i palazzi di Età moderna:
• Palazzetto Sanseverino o Di Stasio: resti della facciata merlata con stemma della famiglia in Via Municipio;
• Porta dell'Auliva: Sita in via Vittorio Emanuele II (rione Torno), vicinissima alla Chiesa di San Giovanni, rappresenta la presenza più antica di accesso alla Terra;
• Palazzo Baronale: sito in via San Giacomo, rappresentava la seconda residenza dei signori di Padula;
• Porta di Sant'Antonio o della mwavuChianca Vecchia: in via Vittorio Emanuele III, nei pressi della piazza principale (Umberto I o mwavyI Fossi), fino agli anni Sessanta presentava anche la torre fortificata poi trasformata in abitazione privata; all'imposta dell'arco è scolpito lo stemma dell'Università;
• Palazzo Rienzo: settecentesco, con attigua cappella di San Vito in Via Francesco de Sanctis;
• Palazzo Trezza: di fronte alla Chiesa di San Martino con portale e pozzo in pietra e giardino pensile;
• Palazzo Petrella: in via San Domenico alla Tarpea, che si segnala per il giardino pensile;
• Palazzo Sasso Santelmo, seicentesco con portale bugnato, cortile interno e giardino;
• il Portale dell'Ospedale della SS. Annunziata, presso la chiesa omonima ed il sacrario dei Trecento, con lo Stemma dell'Università;
• Casa Castillejo (con colombaia settecentesca);
• I Palazzi della Famiglia Romano: in Largo I Luglio, residenza di Federico Romano che ospitò Carlo Pisacane e i 300, e in Via Costantinopoli, dove è ben conservato un frantoio tradizionale con le macine mosse da muli;
• Palazzo Netti oggi Cariello: di fronte alla Chiesa Madre di San Michele Arcangelo, con pozzo di pietra e antica farmacia;
• Palazzo Santelmo: con pozzo in pietra sulla loggia a valle;
• La cortina di palazzi di gusto prevalentemente neoclassico di via XX Settembre (mwawea' chiazz) e di corso Garibaldi (già mwawivia Portiello) con le settecentesche case De Nicolellis e Di Gregorio e del seicentesco palazzo Coppola;
• Palazzo Padula: residenza della famiglia Padula e testimone degli eventi cruciali del Risorgimento italiano.
Siti di interesse vario
• mwawgSacrario dei Trecento
• Maquillage liberty: ingresso di Casa Padula, facciate di Casa Cesareo in Via XX Settembre, Casa Volpe il Corso Garibaldi, Casa Romaniello e Brigante in Via San Paolo.
• Masseria Tuscania: a ridosso del muro di cinta del desertum certosino
• Villa Maina: nella Starza (già possedimento certosino nel XIV secolo), con i vari poderi costruiti lungo la strada principale di accesso al paese di cui è vissuta e prosperata una vera e propria colonia di contadini provenienti dalle Marche
• Taverna Ferrigno: nella contrada Noce del Conte, una volta stazione di posta per cavalli e viaggiatori lungo la strada statale delle Calabrie
• Masseria Fortificata Scolpini: in contrada Principe.
• Valle dei mulini lungo il torrente prefabbricato
• Il monumento dedicato a San Brunone
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
• mwayaRomania: 81
• mwayiSenegal: 27
• mwayqIndia: 25
• mwayyVenezuela: 16
• mwaygUcraina: 9
• Altro: 50
Tradizione e folclore
Notevoli le feste religiose, tra cui, l'ultima domenica di maggio, la festa in onore del santo patrono San Michele Arcangelo secondo il culto bizantino. La terza domenica di luglio si tiene festa in onore della Madonna del Carmine e, il 1º agosto, in onore di Sant'Alfonso de Liguori, seguita, il 14-15 agosto, dalla festa in onore di Maria Santissima Assunta. In autunno, il 4 ottobre, la festa in onore della Madonna del Rosario e, la 1ª domenica di ottobre, in onore di San Francesco D'Assisi. Ancora, il 13 dicembre, la festa in onore della Santa Martire Lucia.
Cultura
Scuole
Padula è sede del liceo scientifico statale "Carlo Pisacane", fondato come sezione staccata del mway8liceo scientifico "Giovanni da Procida" di mwazaSalerno e venne situato nella parte alta del centro storico, come presidio per il paese, dal mwaze1964.cite-ref-sito-dell-istituto-17-0[17]
La scelta di Padula, dovuta alla presenza della mwazcCertosa di San Lorenzo e alla tradizione culturale del centro valdianese, pose il Liceo come crocevia per gli studenti dei 18 centri del mwazgVallo di Diano, non più costretti a viaggi in treno lunghi e faticosi, vista la posizione eccentrica del Vallo nella mwazkprovincia di Salerno. Con nota n. 27833 del 30 gennaio 1971, il Provveditorato agli Studi di Salerno comunicava di aver proposto al Ministero della Pubblica Istruzione di concedere l'autonomia alla sezione staccata a partire dall'anno scolastico 1971/72.cite-ref-18[18]
Inizialmente situato nella parte alta del paese, nei pressi della mwaz8chiesa di San Clemente, in un edificio privato, l'istituto venne trasferito, nei primi anni Dieci del mwaaaXXI secolo, in un apposito edificio scolastico, in precedenza adibito a scuola media e ristrutturato per ospitare, appunto, il liceo: l'edificio attuale, dunque, in cui, al mwaae2018, risiede il liceo è un edificio pubblico di proprietà comunale e ceduto in affitto alla mwaaiprovincia di Salerno. Negli ultimi sei anni, dal mwaam2012 al 2018, la popolazione scolastica del liceo ha avuto fasi altalenanti, attestandosi, comunque, intorno a circa 300 studenti.
Musei
Padula ospita numerosi musei di interesse locale e nazionale:
• la Casa-museo mwaaoJoe Petrosino (che, oltre ad oggetti di uso comune appartenuti alla famiglia dello stesso Petrosino, ospita sezioni dedicate all'mwaasemigrazione italiana negli mwaawStati Uniti e alla storia del mwaa0movimento antimafia);cite-ref-19[19]
• il museo della mwabmpietra di Padula;cite-ref-1-13-2[13]
• il museo del cognome (inaugurato nell'aprile 2012 in una dimora del mwabkXVIII secolocite-ref-1-13-3[13], è interamente dedicato all'onomastica, con la possibilità di accedere a risorse web e cartacee per effettuare ricerche onomastiche, con l'assistenza del personale del museo),cite-ref-20[20]
• il mwacmmuseo civico multimedialecite-ref-2-21-0[21] (inaugurato nel luglio del 2014, è un museo interattivo su due piani che racconta la storia dell'archeologia del mwacgVallo di Diano al piano terracite-ref-2-21-1[21], mentre al piano superiore illustra i moti rivoluzionari che sfociarono nella spedizione di mwac0Carlo Pisacane del 1857, concludendosi con un "processo" virtuale al rivoluzionario napoletanocite-ref-2-21-2[21]);
• il museo del presepe, ospitato in parte nella chiesa di Sant'Agostino e in parte in quella di San Nicola de Domnis.cite-ref-1-13-4[13]
La pietra di Padula
La Pietra di Padula è una roccia sedimentaria costituita da un'arenaria calcarea, risalente al cretaceo, dal colore bianco avorio con piccoli granuli scuri e, in alcuni casi, fossili di piante ed animali palustri. Particolarmente resistente agli agenti atmosferici, ma anche pastosa e lavorabile.
Reperti millenari di lavorazione della Pietra di Padula si possono ammirare ancora oggi, sia sul territorio padulese che nei suoi musei. Tra questi si distinguono il mwadobattistero di San Giovanni in Fonte e l'mwadseremo di San Michele alle Grottelle mentre, il massimo esempio, è la mwadwCertosa di Padula, una delle più grandi certose d'Europa. I lavori certosini, nei successivi 600 anni, così come quelli sparsi nell'abitato di Padula e in tutta la regione, hanno generato una moltitudine di maestranze specializzate nella lavorazione della pietra di Padula, chiamati: "Scalpellini".
Cinema
Molti sono stati i film girati nella città certosina: mwad8mwaeaC'era una volta, mwaeemwaeiLa città del sole, mwaemmwaeqLa fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia, mwaeumwaeyCavalli si nasce, mwaecmwaegQuanto è bello lu murire acciso.
Infrastrutture e trasporti
Strade
• Uscita autostradale di Padula-Buonabitacolo sull'mwae0Autostrada del Mediterraneo;
• mwafeStrada statale 517 Bussentina.
• Strada Provinciale 51/a mwafmSilla-Caiazzano-Innesto SS 19-Innesto SP 180.
• Strada Provinciale 51/b mwafuInnesto SP 180-Arena Bianca-Innesto SR 103(Km 6+000).
• Strada Provinciale 149 mwafcInnesto SP 51-Padula-Innesto SP 51.
• Strada Provinciale 180 mwafkInnesto SP 51-Padula-Innesto SP 273.
• Strada Provinciale 182 mwafsInnesto SP 51-Stazione di Padula.
• Strada Provinciale 192 mwaf0Innesto SS 19(Scalo di Montesano)-Innesto SP 51 per Arenabianca.
• Strada Provinciale 273 mwaf8Innesto SP 180-confine Provincia di Potenza.
• Strada Provinciale 378 mwageInnesto SS 19(Lamicelle)-Innesto SS 517.
Ferrovie
• mwaguStazione di Padula posta sulla mwagyFerrovia Sicignano degli Alburni-Lagonegro, ma con attività sospesa da 1987. (Servizio sostitutivo con autobus)
Ciclovie
• Lungo la Strada Provinciale 51/b è presente una mwagopista ciclabile che confluisce verso il complesso certosino.
Amministrazione
Il comune fa parte della mwag0Comunità montana Vallo di Diano. Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'mwag4Autorità di bacino interregionale del fiume Sele che dal 15 maggio è stata accorpata, diventando mwag8Autorità di bacino regionale Campania Sud ed interregionale per il bacino idrografico del fiume Sele.cite-ref-22[22]
Sindaci
Di seguito la lista dei primi cittadini dal mwahc1988, elencati dal mwahgMinistero dell'Interno:cite-ref-23[23]
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 29 maggio 1988 | 28 novembre 1990 | Giovanni Alliegro | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 7 giugno 1993 | 28 aprile 1997 | Cono Cimino | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 28 aprile 1997 | 5 settembre 2000 | Antonio Fortunati | Lista civica di centro-destra | Sindaco | |
| 14 maggio 2001 | 17 maggio 2011 | Giovanni Alliegro | Lista civica di centro-sinistra Lista civica | Sindaco | [ 24 ] |
| 4 giugno 2011 | 3 ottobre 2021 | Paolo Imparato | Lista civica Per azioni concrete | Sindaco | [ 24 ] |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Michela Cimino | Lista civica Per Padula vota chi ti ascolta | Sindaco | [ 25 ] |
Gemellaggi
Sport
La principale squadra di calcio cittadina è l'ASD Padula Tonino Paolini, in memoria del centravanti e allenatore padulese, che dopo due anni di stop causa covid milita nel campionato di seconda categoria.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwakimwakmmwakqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwakudemo.istat.it, mwakyISTAT.
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Bibliografia
• Associazione Amici del Cassaro, mwaz4Padula prima e durante la Certosa. I luoghi, i monumenti e le vicende della sua storia, Lagonegro, Zaccara, 1998.
• Maria Carla Gallo, mwa0aLa riscoperta di Cosilinum, Salerno, Laveglia, 2004.
• citerefsapioMaria Sapio (a cura di), Padula sistema museo, Napoli, Editrice politecnica, 2018.
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